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Franco Stanzione

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- - - - - - - - - - - - - - -- - - - - - - - - INTERVISTA CON L' ASSASSINO

- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - a cura di Elisabetta Pansini


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venerdì 26 ottobre 2012

26 ottobre 2012 - I cavedani del Sinni

Era da un bel po' di tempo che avevo il desiderio di fare una pescata a cavedani sul fiume Sinni ma, data la lontananza, avevo sempre optato per mete più vicine.
Stamattina, avendo visto sul "meteo" che da domani ci sarà maltempo, ho voluto approfittare di quest'ultima giornata ancora quasi estiva, per fare qualche lancio a spinning proprio su questo fiume dal quale mancavo da almeno una decina di anni. Infatti tra non molto, a causa delle piene invernali, i fiumi saranno impescabili fino a primavera.
Giungo sul posto dopo aver macinato 186 chilometri di macchina ...

 

... in una zona compresa tra Valsinni e Colobraro. L'acqua in verità era poca e chiarissima, ma sempre meglio dello spettacolo che avevo visto un po' più a valle: il Sinni ridotto ad una sassaia senza nemmeno una goccia d'acqua.
 


Due sono comunque gli aggettivi, entrambi superlativi, con i quali mi sento di descrivere questo fiume: bellissimo e difficilissimo.
In una spanna di acqua, comunque, le catture, anche se di dimensioni non eccessive, non sono mancate, anzi devo dire che sono state almeno una trentina ... ovviamente tutti cavedani dalla livrea eccezionale, segno di salubrità dell'acqua.

 




Camminando lungo il fiume sono arrivato sotto Colobraro, paese famoso perchè si dice che porti "sfiga" ad andarci; infatti in Basilicata non vogliono nemmeno sentirlo nominare (tutte chiacchiere ... la sfortuna non esiste ed io detesto la superstizione).







Verso la tarda mattinata sono ritornato sotto Valsinni dove ...



... alla faccia della presunta "sfiga" che avrebbe dovuto portarmi Colobraro, le catture hanno continuato a verificarsi.






Ritornando a casa, al giornale radio hanno confermato l'arrivo di una consistente perturbazione; poco importa, perchè l'esperienza di questa mattina, in un ambiente così bello, mi basta per affrontare tutti i mesi invernali a venire, in attesa di ritornare in primavera sugli stessi posti.
Unico handicap: la pesca alla trota ... quando infatti è aperta la pesca alla trota, tra lo scegliere una grossa pescata al cavedano ed un "cappotto" a trote ... preferisco sempre il "cappotto" a trote.

* Testo e foto a cura di Franco Stanzione.