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Franco Stanzione

Se vuoi conoscere la mia opinione sulla pesca, leggi la

- - - - - - - - - - - - - - -- - - - - - - - - INTERVISTA CON L' ASSASSINO

- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - a cura di Elisabetta Pansini


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sabato 11 giugno 2016

11 giugno 2016 - Ancora cefali al "Pennello" di Molfetta

La pesca del cefalo, per chi la pratica, diventa una malattia. Io l'ho fatta per anni ed anni, prima di dedicarmi alle acque interne, e devo dire che è davvero una pesca difficile ed emozionante, che se si sa fare bene, ti entra dentro e non ti lascia più.
Infatti, dopo tanti anni di pesca quasi esclusivamente in acque dolci, è bastata la pescata di ieri per farmi riaffiorare quel non so che ... che stamattina mi ha indotto a ritornare a pescare al "Pennello" di Molfetta.


Purtroppo le belle pescate (di cento ed anche centocinquanta cefali per volta) di un temp, sono ormai solo uno sbiadito ricordo. Oggi bisogna accontentarsi di "ciò che passa il convento" e capita spesso di non "sentire" nemmeno una toccata di cefalo. 
Oggi non è stata proprio una di quelle volte, ma ci sono andato vicino. La fragile esca di pane era letteralmente assalita dal pesciame tipo occhiate di misura "small" ...


... "cornaletti" (latterini in italiano) a milioni ...


... e cefaletti piccolissimi ...


... che aggredivano in massa i pezzi di pane che cadevano a volte in acqua.


Giusto per "scappottare" ... qualche cefalo s'è presentato ...


... in tutto quattro.


Una giornata di pesca inutile, ma non tanto per la scarsità del pescato, quanto per il numero di gente che si è presentata al "Pennello" ... invadente e di una loquacità spaventosa, tutti elementi da cui rifuggo come la peste, quando vado a pescare.
La ciliegina sulla torta: il solito maledetto sub che deve venirti fin sotto i piedi, fregandosene di chi sta lì a pescare da ore ... tanto a lui tutto è dovuto; cose che succedono in questa città, ormai abitata più da "zulù" che da "cristiani".



* Testo e foto a cura di Franco Stanzione.

venerdì 10 giugno 2016

10 giugno 2016 - Cefali e salpe nel porto di Molfetta

Questa mattina la meta sarebbe stata il lago Iliade, dal quale manco da molti mesi, ma a causa delle piogge torrenziali di ieri pomeriggio, le sponde oggi sarebbero state tutte invase dall'acqua, per cui ho optato per una pescata vicino casa, anzi proprio a casa: una "cefalata" nel porto di Molfetta.


Decido quindi di andare sul classico: il molo "Pennello" ... e, purtroppo, lo schifo che è diventata la mia città da qualche anno, lo ho riscontrato anche in mare, oltre che a terra, nel senso che così come a terra dilaga l'illegalità, anche in acqua le leggi sono solo un "optional".
Infatti la zona di mare tra il ristorante "Marechiaro" ed il "Pennello" era piena di reti a pochi metri da riva. In altri tempi, quando ero più fiducioso nelle istituzioni, avrei denunziato subito la cosa alla Capitaneria, ma dopo che questa, in passato, mi ha risposto in casi analoghi che io non ho la esatta dimensione delle distanze in mare, non vado più a farmi anche sbeffeggiare da quella gente.



Parliamo di pesca, che è meglio ...
Dopo qualche toccatina di minutaglia ...


... sono iniziate, timidamente e a molta distanza una dall'altra ... le prime mangiate un po' più qualificate: cefali e salpe.


Verso mezzogiorno ho fatto appena in tempo a smontare tutto e andare alla macchina, che è iniziato a piovere; comunque, anche se non notevole, la pescata di questa mattina mi ha soddisfatto, soprattutto per la combattività dei cefali, che nulla ha a che vedere con quella dei pesci d'acqua dolce.


* Testo e foto a cura di Franco Stanzione.

domenica 5 giugno 2016

Dal 2 al 5 giugno 2016: quattro giorni di pesca in Val d'Agri - 4° giorno

5 giugno 2016, quarto ed ultimo giorno della mia permanenza nel "Paradiso" della Val d'Agri.
Non andavo a pescare da parecchi anni sul fiume Maglia, in località "Rossana", per via della pericolosità della stradina di meno di un metro di larghezza, che per quasi un chilometro o poco meno, costeggia un profondo canyon entro il quale scorre il fiume.
Certo è che se ti succede qualcosa lì dentro, non viene a salvarti nemmeno Gesù Cristo.
Nonostante tutto stamattina ci sono andato.


... prendendovi due trote, ma slamandone un paio da chilo, che non ho potuto salpare in quanto pescavo da quattro metri sul livello dell'acqua e non avevo il guadino.


Ritornato indietro, ho esplorato il Maglia in altri tratti ...


... dove qualche altra cattura l'ho fatta ...


... per un totale, nella mattinata, di cinque trote.


Una volta pranzato alla Locanda di Santo Martino, sono ritornato a casa ... lasciando in Val d'Agri i miei pensieri, dopo quattro giorni in cui posso dire di aver vissuto da essere umano, totalmente immerso nella natura, in solitudine, lontano dalle molte "facce da c ... o" che abbondano a Molfetta, dal lavoro e soprattutto dalla tecnologia.

* Testo e foto a cura di Franco Stanzione.

sabato 4 giugno 2016

Dal 2 al 5 giugno 2016: quattro giorni di pesca in Val d'Agri - 3° giorno

4 giugno 2016 ... terzo giorno ...il più redditizio di tutti ...
Infatti appena sul fiume Agri, verso le ore 6.30 ...


... abbocca, con mia grande sorpresa, un grosso persico trota, risalito dal vicinissimo lago del Pertusillo ...


... seguito da una bella trota.


Meglio non poteva andarmi questa mattina, con due bellissime catture portate nel cestino.


Verso le ore 9.00 vado alla Locanda di Santo Martino per lasciare i due "pescioni" ...


 ... braccato da Luna, Pilush,Terremoto & compagnia felina varia.


Ritorno quindi subito a pescare sul mio caro torrente Sciaura ...


... dove catturo altre due trote.


Verso le ore 12.30 ritorno alla Locanda dove, dopo aver mangiato, riposo un paio d'ore per ritornare nel pomeriggio a pescare.
Questa volta vado sul fiume Maglia, ai Piani di Maglia.


... dove ben presto abbocca una trota ...


... seguita da altre quattro ...


... per un totale di cinque.


Si conclude così la mia terza giornata di pesca in Val d'Agri ... e molto bene, direi.
La zona è stupenda e mi da la possibilità, come oggi, di pescare in tre diversi fiumi: Agri, Maglia e Sciaura, spostandomi solo di pochissimi chilometri.

* Testo e foto a cura di Franco Stanzione.