- - - - - L'invidia del cretino per l'uomo brillante trova sempre qualche consolazione nell'idea che l'uomo brillante farà una brutta fine. (Max Beerbohm, 1911)

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Franco Stanzione

Se vuoi conoscere la mia opinione sulla pesca, leggi la

- - - - - - - - - - - - - - -- - - - - - - - - INTERVISTA CON L' ASSASSINO

- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - a cura di Elisabetta Pansini


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sabato 4 luglio 2015

4 luglio 2015 - Arrivederci ... torrente Tappino

Questa mattina, all'ultimo momento, ho maturato l'idea di fare una puntata a spinning sul torrente Tappino, in Molise. Sveglia anticipata alle ore 3.30 ... sul torrente alle ore 6.00 ... 175 chilometri da casa ...


Prima puntata su uno "spot" che non mi ha mai deluso ... ma ormai anche sul Tappino l'eutrofizzazione è in stato di avanzamento: acque lente e color marroncino, alghe a tutta forza.
Un cavedano sono riuscito però a rimediarlo.


Cambio "spot" ... una zona dove ne ho sempre presi a decine: oggi nemmeno uno ... l'acqua era uno schifo: nemmeno una cattura.


Vado più a valle dove, prima nel torrente Fezzano ...


... e poi alla sua confluenza con il Tappino, riesco a catturare altri due cavedani.


Questa la cronaca odierna. Purtroppo i nostri fiumi son buoni al massimo fino a metà giugno per poterci pescare con qualche possibilità di successo. Oltre non conviene andare a perdere tempo, per cui dalla prossima volta si riprende con il lago o con il mare ... presenza invadente dell' "homo sapiens" permettendo.
Arrivederci a tempi migliori ... magari in autunno, mio caro piccolo torrente Tappino!

* Testo e foto a cura di Franco Stanzione.

venerdì 3 luglio 2015

3 luglio 2015 - Trote a spinning sul fiume Biferno

Era da quest'inverno che avevo adocchiato un tratto del fiume Biferno, in Molise, prima della diga del Liscione, che mi aveva particolarmente attratto. 
Unico inconveniente per poterci pescare sarebbe stato fare la tessera dell'Arci Pesca Fisa di Larino ... problema superato in quanto stamattina, previa telefonata di ieri, sulla riva del fiume ho incontrato il segretario della associazione che cortesemente mi ha fatto la iscrizione.
Prima volta della mia vita sul Biferno, quindi; dovevo pescare a tenkara, ma c'era un vento abbastanza sostenuto che mi ha fatto optare per lo spinning.


Dopo qualche lancio di prova ha abboccato una trota iridea ...


... e poco dopo ancora un'altra iridea ... poi stop.


Sinceramente non mi aspettavo di trovare le trote, ma i cavedani, che ho avvistato più a valle e belli pure, ma in zone inaccessibili a causa del solito maledetto manufatto in cemento che impedisce di scendere sulla riva del fiume ... tipo lo scempio che hanno fatto sull'Agri, tanto per fare un paragone.


Stamattina sono partito da casa alle ore 4.00, svegliandomi alle 3.30, per poter essere all'alba sul Biferno. Ho macinato in un'ora e mezza 200 chilometri esatti ... ed altrettanto al ritorno, per essere a casa all'ora di pranzo.
Mi rendo conto che solo un pazzo può fare roba del genere ... soprattutto a quasi sessant'anni ...

* Testo e foto a cura di Franco Stanzione.

domenica 28 giugno 2015

28 giugno 2015 - Tenkara e spinning sul torrente Cervaro

Questa mattina ho messo la sveglia un po' prima del solito, alle ore 3.30, perchè ho voluto essere alle prime luci del giorno sul torrente Cervaro, al confine tra Puglia e campania, per pescare con la tecnica della "Tenkara".
Ho iniziato sotto il ponte tra Montaguto e Panni, pescando con la "ITO" di "Tenkara U.S.A." aperta a 3,90 metri.


Ho usato delle mosche tipo "Red Tag", come al solito del resto.

 

Già dai primissimi lanci le catture non sono mancate, anche se di taglia piccolissima (cavedanelli ed alborelle).


Decido di cambiare postazione andando più a valle, dove precedentemente ho sempre pescato molto bene ...


... ma con la canna da spinning.


 Dopo aver preso qualche cavedanello ...


... decido di ritornare a pescare a monte con la "Tenkara" ...


... aperta questa volta a 4,50 metri, riprendendo a catturare un pesce quasi ad ogni lancio, ma sempre di piccola taglia.


A questo punto ritorno alla macchina e cambio completamente zona. Risalgo il Cervaro di quasi un paio di chilometri ...


... e cambio anche canna, passando alla "Sato" di "Tenkara US.A.", aperta sempre a metri 3,90 in quanto pescare con la 4,50 mi aveva stancato il braccio. 
Provo anche, con successo, a pescare alternando la solita mosca con una "Oki Kebari", sempre di "Tenkara U.S.A.". Le catture riprendono e di dimensioni leggermente maggiori.


Intanto il caldo ha iniziato a farsi insopportabile e decido di smettere, anche perchè dopo quasi cinque ore di pesca, frustando sull'acqua senza sosta la "Tenkara", il braccio era molto stanco.
Ripongo nell'auto l'attrezzatura e rivolgo un ultimo sguardo al torrente ...


... ma poi rivedo la canna da spinning e mi ritorna la voglia di dare qualche altra "botta" di cucchiaino.

 
Ma intanto psicologicamente avevo già smesso di pescare. Catturo un altro cavedano e vado via.


Che dire? I pesci non sono stati grossi, anzi ... però quello che oggi mi interessava era far pratica con la "Tenkara" e mettere alla prova i miei riflessi sulla bollata dei cavedani ... Mi pare che da questo punto di vista la mattinata sia andata molto bene.

* Testo e foto a cura di Franco Stanzione.

venerdì 26 giugno 2015

26 giugno 2015 - Una prece per il fiume Basento


Questo post, senza foto, sarebbe dovuto chiamarsi: "Sul fiume Basento con la Tenkara".
Sono stato infatti questa mattina all'alba sul fiume Basento, in Basilicata ... avrei dovuto pescare con la tecnica della "Tenkara" ...ma le speranze di una bella pescata con le "kebari" sono state subito vanificate appena sono giunto sull'acqua, nei pressi della stazione ferroviaria di Ferrandina.
Innanzi tutto c'era moltissimo vento che mi avrebbe impedito comunque di pescare con delle leggerissime mosche, ma lo spettacolo che si è parato davanti ai miei occhi è stato più che mai desolante.
Il letto del fiume era completamente spianato dalle ruspe e c'era eutrofizzazione che non ti dico dappertutto. Ho tentato qualche colpo di cucchiaino, quindi a spinning, ma recuperavo solo ciuffi d'erba ad ogni lancio.
Mi sono spostato a monte di una quindicina di chilometri, sotto Grottole ... spettacolo terrificante ... ciuffi lunghissimi di erba si innalzavano dal fondo fino alla superficie. Non c'era un mezzo metro quadro di fiume non eutrofizzato.
Vado ancora più a monte ... sotto Grassano: stessa situazione.
I posti dove ho sempre fatto belle catture di cavedani a spinning li ho visti totalmente morti a causa della eutrofizzazione.
Vero è che il Basento era molto inquinato da anni, ma qualcosa si riusciva sempre a prendere; la situazione odierna non lascia più speranze perchè i pesci sicuramente sono morti tutti per la mancanza di ossigeno.
Purtroppo un altro fiume si aggiunge alla lista di quelli che sono trapassati a miglior vita.
E diciamo ancora una volta grazie a quei porci assassini di governanti, nazionali e locali, che sono stati capaci di distruggere un patrimonio naturalistico dal valore inestimabile, senza contare le ricadute sulla economia e la salute degli abitanti della zona perchè (li vedo io quando vado a pescare) gli allevatori di bestiame fanno bere alle mandrie di buoi e alle greggi di pecore proprio quell'acqua inquinatissima.
Non resta che rassegnarsi ... non c'è speranza che a gente come Renzi  & C. possa importare qualcosa, visto che hanno autorizzato anche le trivellazioni per la ricerca del petrolio nel mare Adriatico (ora c'è lui, ma vale anche per i porci che lo hanno preceduto e per quelli che gli succederanno):

IL FIUME BASENTO È  MORTO


* Testo a cura di Franco Stanzione.
* Foto tratte dal web.

domenica 14 giugno 2015

14 giugno 2015 - Una pescata "forzata" a Molfetta

Questo fine settimana mi è stato rovinato dal fatto che, dal sabato sera alle ore 20.00 fino alle ore 8.00 della domenica, sono stato reperibile per il servizio notturno in farmacia, anche se a chiamata, nel senso che il farmacista sta a casa e si reca in farmacia entro mezzora se qualcuno gli telefona richiedendo farmaci su prescrizione urgente o della Guardia Medica.
Come fare allora per la pesca? Certamente non mi sarei potuto allontanare da Molfetta nell'orario compreso tra le 4.00 e le 8.00, pertanto non mi è rimasta altra soluzione che andare a pescare sul lungomare di Molfetta, nel raggio di 500 metri da casa mia, in maniera tale che all'occorrenza sarei corso a rivestirmi di abiti più consoni ad un farmacista, piuttosto che i miei vecchi pantaloni consunti con maglietta e gilet da pesca (abbigliamento peraltro con cui mi trovo molto più a mio agio che non con il camice bianco).
Ore 5.00 ... ero già in pesca.


Molfetta è una brutta piazza anche per la pesca ... non solo per i massacratori di "maroni" che vi si incontrano, ed ho iniziato a pescare senza grandi aspettative.


Infatti poche sono state inizialmente le "mangiate" e le relative catture tutte di piccola taglia.


Verso le ore 8.00 ho cambiato postazione (intanto la reperibilità era finita) e mi sono trovato subito in ottima compagnia.


Io adoro i gatti.


Sotto la scogliera, ovviamente piena di bottiglie di birra e lattine di bibite gettate dalla "fauna" che la sera bivacca sul lungomare di Molfetta, ho scorto pure una strana costruzione ... che solo nella mia martoriata città si poteva realizzare: una specie di casetta per i gatti o per le tantissime "zoccole" che scorazzano di notte tra i massi?


Ma intanto il cambiamento di postazione è stato proficuo perchè, a parte un paio di "doppiette" ...


 ... qualcosa si è pescato.


 Alla fine il "ciambotto" comunque l'ho fatto.


Intanto la reperibilità sarà fino a sabato prossimo alle ore 8.00 ... dovrò di nuovo rimanere in zona nel prossimo week-end?

* Testo e foto a cura di Franco Stanzione.