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Chi leggerà del mio modo di intendere la Pesca, di come la pratico o anche delle mie "follie", se condividerà ed avrà il piacere di ritornare a farmi visita mi onorerà; chi non condividerà ed avrà obiezioni nel merito e deciderà di non rivedere mai più il mio blog ... mi farà un piacere.

Franco Stanzione

Se vuoi conoscere la mia opinione sulla pesca, leggi la

- - - - - - - - - - - - - - -- - - - - - - - - INTERVISTA CON L' ASSASSINO

- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - a cura di Elisabetta Pansini


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martedì 8 settembre 2009

Chiusura pesca alla trota in Basilicata Seconda parte

Domenica 6 settembre 2009
Ultimo giorno di pesca prima della chiusura
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Fiume Maglia: ore 06,00 - 08,00
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Ultimo giorno di pesca alla trota ... dopo di che bisognerà aspettare l' apertura del 7 febbraio 2010.
Sveglia questa volta alle 5,30 perchè oggi si va a pescare più vicino; infatti la meta prescelta è il fiume Maglia sotto l' abitato di Sarconi.
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Sono in riva al Maglia che appena si vede; la canna è già armata e non mi resta che allungarla.
Pescherò con la teleregolabile da sei metri, accorciata a quattro.
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Non voglio dilungarmi sui particolari perchè le immagini parlano meglio dello scritto; insomma nella stessa briglia tiro fuori dall' acqua quattro trote abbondantemente di misura (in Basilicata la misura minima è 22 centimetri).
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Alle 8,00 mi sovviene un "bisogno" ... che mi costringe a ritornare in albergo prematuramente.
Qui, appena arrivato, la mia auto viene presa d' assalto dai gatti "amici" di Anatoli che dorme ancora.
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Torrente Sciaura: ore 09,30 - 11,00
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Alle 9,30 mi rimetto in moto, lasciando Anatoli alla Locanda di Santo Martino, alle prese con i gatti: direzione torrente Sciaura, nuovamente sotto Grumento Nova, come il giorno precedente.
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Qui, nella stessa buca allamo un' altra trota, questa volta di 42 centimetri per un peso di 800 grammi.
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Purtroppo devo interrompere la mia pescata, perchè il cimino dell' altra teleregolabile da quattro metri, accorciata ad appena 2,80 per la ristrettezza del posto, causa la tensione nel recupero, si è intanto rotto e l' auto è molto lontana per andare a prendere l' altra canna.
D' altro canto posso ritenermi soddisfatto, sia di oggi che di tutto il weekend piscatorio, per cui ritorno in albergo dove per pranzo mi attende la trota da 40 centimetri pescata il giorno prima ... cucinata al cartoccio ... alla faccia di quelli del C & R (ma come si fa a rimettere in acqua trote del genere?).
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Che dire? Questi due giorni mi hanno fatto ringiovanire; mi sembra di essere tornato ai bei tempi di quando avevo diversi anni in meno e bazzicavo la Val d' Agri con una maggior frequenza rispetto ad ora.
Non mi resta che attendere con ansia la nuova apertura: 7 febbraio 2010 ... aspetta, che arrivo !!!
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* Testo e foto di Franco Stanzione.

lunedì 7 settembre 2009

Chiusura pesca alla trota in Basilicata Prima parte

Sabato 5 settembre 2009
Vigilia della chiusura
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Fiume Agri: ore 06,00 - 09,00
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Non potevo assolutamente perdere, anche quest' anno, il mio solito appuntamento con la chiusura della pesca alla trota in Basilicata che, per una anacronistica legge regionale, è stabilita alla prima domenica di settembre.
Venerdì 4 settembre parto con mio figlio Anatoli alla volta di Moliterno, in Val d' Agri, ed alloggio come sempre alla Locanda di Santo Martino.
Il giorno successivo ... sveglia alle ore 5,00.
Lascio Anatoli a dormire ed alle prime luci sono già sulle briglie del fiume Agri, nella zona di Villa d' Agri, cosiddetta "dal Pomodoro a risalire".
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Grande sorpresa: al primo lancio, pescando con una coroncina da 6 grammi e come esca il lombrico, abbocca una bellissima fario di 57 centimetri per 2,2 chili di peso.
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Non voglio qui dire quanto rocambolesco sia stato il recupero, considerando che avevo dimenticato il guadino in auto ... ma, ad ogni buon conto, poco dopo abbocca un' altra fario più piccola, da 24 centimetri.
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Fatte le foto di rito prima di andar via, perchè per le 9,30 Anatoli mi attendeva in albergo, faccio un ultimo lancio e ... porcaccia miseria, dopo una breve lotta, mi si slama un' altra trotona sul paio di chili, che aveva deciso di fare salti fuor d' acqua manco se fosse un salmone.

Tornato in albergo, Anatoli mi ha subito sequestrato la trota piccola per darla ai gatti della Locanda di santo Martino.

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Torrente Sciaura: ore 10,00 - 12,00
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Poichè Anatoli non ne voleva sapere di lasciare i suoi amici gatti, sono ritornato a pescare da solo sul torrente Sciaura, sotto Grumento Nova.
Provo prima alle solite briglie ... niente ...
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Risalgo il torrente ...
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... ed in una bellissima buca molto profonda becco una fario di quelle tipiche dello Sciaura, di 40 centimetri per 700 grammi di peso e dai colori bellissimi.
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Si son fatte ormai le 12,00 e, non volendo lasciare ancora solo il mio Anatoli, ritorno alla Locanda.
Posso considerarmi soddisfattissimo da questa prima mattinata di pesca alla trota in Val d' Agri.
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* Testo e foto di Franco Stanzione.

domenica 30 agosto 2009

30 agosto 2009 - Un Locone all' inglese da archiviare

Io sono uno che da molto credito ai detti e ai proverbi.
Si dice: "Il buon giorno si vede dal mattino" ed anche "Non sempre si può vincere" ... anzi questo lo diceva una vecchia canzone di quando ero ragazzino.
Ed infatti oggi si sono verificate entrambe le situazioni.
Arrivo al Locone col buio e mi rendo subito conto che la strada che mi porta sulla sponda del lago, opposta a Minervino Murge (dove vado sempre), è impraticabile per la fanghiglia creatasi a seguito di un imprevisto temporale notturno; la macchina pulita giorni or sono è ora tutta infangata.
Faccio dietro front e vado più o meno dove sono stato a spinning due sere fa.
Monto la postazione da pesca all' inglese e, mentre mi appresto a farmi una foto con l' autoscatto, scivolo sulla fanghiglia della riva ruzzolando all' indietro e prendendo una bella ... si fa per dire ... botta alla spalla.
Nella foto sottostante mi si vede nella prima fase della caduta ... sempre alla faccia di qualche imbecille che mi ha spesso nei suoi pensieri ...
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Andiamo avanti, che è meglio ...
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Dopo un paio d' ore in attesa di una mangiata che non arrivava mai, ecco il primo carassione, seguito da una piccola sfilza di scardole ...
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... e da una carpetta ... poi stop.
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Frattanto un pescatore di Palazzo San Gervasio (PZ) mi chiedeva cortesemente di ritrarlo col cavedano da lui catturato a canna fissa ...
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Così è andata la giornata; la pescata più scarsa della stagione, sino ad ora ... non comunque un cappotto ... questo tipo di indumenti lo lasciamo ai teorici della pesca di plastica.
Ho pescato intanto con una cannina leggera della Colmic, che quanto meno mi ha fatto divertire per la sua sensibilità: la Artax Activa da 4 metri, con cimino riportato ... un gioiellino che bisogna saper usare, visto che si usa con galleggianti non superiori a 5 o 6 grammi e che bisogna anche sapere come ferrare, pena ogni volta un colpo a vuoto ... lo garantisco.
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Non ho nemmeno pesato i pesci; saranno stati una quindicina per non più di un paio di chili.
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... Ma intanto io a pesca ci sono andato, ancora una volta, in barba a chi la pesca la pratica solo attraverso internet, mediante la espressione di concetti altamente filosofici quali il C & R o la opportunità di distendere le carpe sui tappetini ...
E dire poi che ci sono anche taluni che con un pescato esiguo come il mio di oggi, ci fanno pure gli articoli sulle riviste ... mamma mia come stanno riducendo l' immagine della pesca !!!
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* Testo e foto di Franco Stanzione.

venerdì 28 agosto 2009

28 agosto 2009 - Locone pomeridiano a spinning

Venerdì ... giorno per me consacrato assolutamente alla pesca ma ...
Il "ma ..." è costituito dal fatto che ho rischiato di non andare a pescare oggi, perchè nei due giorni precedenti, e fino a ieri sera, ero con 38° di febbre a causa di una cavolo di forma virale che mi ha colpito, sicuramente contratta da alcuni bambini che qualche mamma ha voluto che vedessi per dei loro problemi ... incidenti del mestiere, quando si lavora in una farmacia ...
Ad ogni buon conto, logicamente, stamattina non ho messo la solita sveglia alle 4,00 perchè alle 8,00 dovevo controllare la temperatura che era, grazie a Dio, tornata normale.
Esco a far la spesa (il venerdì non lavoro mai), faccio tutto ciò che dovevo fare, pranzo, riposino a letto dalle 14,30 alle 15,30 e ... e cosa? ... tutta una volata al Locone.
Poichè mi sentivo un po' di debolezza e non mi andava di fare pasture, montare e smontare postazioni con panchetti ormai per me piuttosto pesanti, da che ho smesso di fare gare, quale tecnica migliore dello spinning potevo mettere oggi pomeriggio in pratica?
Pratica, pulita, leggera ... avrei potuto pescare fino al buio senza preoccuparmi di togliere anche la nassa ... che altro c' era di meglio?
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E spinning è stato.
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Ecco ridotta all' osso la mia attrezzatura.
Non pescavo a spinning da un paio di anni, sempre preso dalla voglia di fare mattanze pescando al colpo (fatti, non teorie ... lo ho dimostrato ampiamente fino ad ora), ma stasera un ritorno al mio celato passato di spinningofilo per anni mi ci voleva proprio.
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Primo lancio ... un pesce che finora a spinning non avevo mai pescato: una scardola.
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Ne sono seguite parecchie altre, poi un cavedano (calura a dir poco micidiale e sole da spaccare le pietre, tanto è vero che ho messo il cappello, che non uso mai).
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Ancora tante, ma davvero tante scardole, che non ho documentato perchè non fa onore pescare a spinning delle scardole, atteso che io ci sono andato mirando ai persici reali.
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Cambio di posto ...
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... ancora cambio di posto ...
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... e finalmente il persicotto è arrivato.
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Non era ancora il tramonto, quando mi è venuto un dolore alla spalla (non sono più abituato a pescare in piedi) ed ho smesso; ma ho smesso con una soddisfazione interiore maggiore che le altre volte.
Uno ... perchè ho fatto risultato con una tecnica che non mettevo in atto da moltissimo tempo.
Due ... perchè comunque, in nemmeno tre ore, sulle quattro varietà di pesci del Locone, pescabili a spinning (è mancato il persico trota), ne ho prese tre.
Domani lavoro tutto il giorno perchè c' è ancora sto' benedetto turno estivo, ma domenica conto di parlare inglese; dove? ... ma naturalmente "on Locon lake" ... no?
(Ovviamente nella speranza di non imbattermi nella insulsa e chiassosa comitiva molfettese che, grazie ad un imbecille, ha ormai rotto anche la quiete del Locone ... al peggio, anche nelle cose belle, non c' è mai uno stop).
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* Testo e foto di Franco Stanzione.

lunedì 24 agosto 2009

La mia opinione su ...

I PESCI ALLOCTONI: IL PIRANHA
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E' facile intuire cosa io possa pensare della illegittima introduzione di pesci alloctoni nelle nostre acque.
Al riguardo mi sono già esaurientemente espresso, e lo farò in seguito, sullo schifosissimo pesce siluro (Silurus Glanis) che dal Po ha praticamente invaso quasi tutte le acque italiche di una certa importanza , ma mai avrei pensato di dover prima o poi annoverare nella fauna alloctona che affligge la nostra nazione addirittura il PIRANHA.
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I piranha (nella grafia portoghese, oppure piraña secondo la grafia spagnola) sono un gruppo di pesci carnivori d'acqua dolce che vivono in fiumi e lagune del Sudamerica. Appartengono a cinque generi della sottofamiglia dei Serrasalminae (che include anche pesci erbivori quale il pacu e il Metynnis argenteus). Normalmente sono lunghi dai 15 ai 25 cm, anche se sono stati scoperti esemplari che raggiungevano i 40 cm di lunghezza. Sono celebri per i loro denti affilati, capaci di tranciare un amo, e un appetito vorace per la carne.
I piranha si trovano di norma nel
Rio delle Amazzoni e nei fiumi della Guyana e del Paraguay. Tuttavia sono diffusi anche in tutti i sistemi lacustri dal bacino amazzonico, dell'Orinoco e del Rio della Plata.
Il piranha non è un pesce di grossa taglia, difficilmente supera il mezzo metro, se non nelle specie più grandi. Vive abitualmente in vasti banchi che possono contare anche alcune migliaia di individui.
L'aspetto del piranha è complessivamente simile a quello di un qualunque pesce di fiume. Il corpo è molto alto e marcatamente compresso lateralmente; lungo tutto il dorso scorre una cresta che si congiunge alla prima
pinna dorsale, mentre la seconda è in genere piccola e atrofica. Le squame sono piccole, il colore varia a seconda della specie, dal verde opaco con sfumature rossicce al nero, fino a toni argentati. Rapido, a dispetto della costituzione apparentemente tozza, ha muscoli potenti e può spostarsi molto velocemente.
La caratteristica più distintiva della specie è senza dubbio la bocca, simile ad una tagliola.
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La mascella inferiore, molto pronunciata, è armata con una fila di grandi denti triangolari, molto affilati, i cui margini coincidono perfettamente con quelli dei denti nella mascella superiore, più piccoli ma ugualmente affilati. Questa struttura, assieme ai potenti muscoli delle mascelle, rende la bocca del piranha uno strumento oltremodo efficiente, in grado di tranciare di netto e con un solo morso un boccone di carne dalla preda.
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Orbene, dopo questa accurata descrizione del nostro "pesciolino", ecco la incredibile notizia apparsa su la
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del 23/08/2009 - Provincia-Emilia
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I pesci piranha nel fiume Po? Quella che fino a poco tempo fa poteva sembrare una leggenda che, col passare del tempo, ha acquisito credibilità dopo diversi avvistamenti, pare trovare la sua clamorosa conferma proprio nelle acque del nostro territorio. Nel Grande fiume, nell’area compresa fra Torricella di Sissa e Torricella del Pizzo, proprio in questi giorni ne sarebbe stato pescato uno di grosse dimensioni. A prenderlo è stato Mauro Bonazzi, un espertissimo pescatore di Guastalla che, del Po, conosce ogni angolo e maneggia con straordinaria esperienza la canna da pesca. Proprio pochi giorni fa Bonazzi ha scelto le acque del Po fra il Parmense ed il Cremonese con l’intento di trascorrere una normalissima giornata dedicata alla sua grande passione per la pesca. Pensava di prendere qualche cefalo, qualche carpa o, perché no, anche qualche siluro.
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Ed invece ha tirato a riva un pesce mai visto prima nelle acque del fiume. Il suo occhio di pescatore abilissimo ed esperto lo ha portato a sospettare immediatamente di un possibile pesce piranha. Fra l’altro alcuni esemplari di questa varietà ittica esotica, e tutt'altro che mediterranea, sarebbero stati avvistati, di recente, nelle acque del Po reggiane. Bonazzi, vista anche la vicinanza, si è recato a Motta Baluffi (Cremona), all’Acquario del Po per chiedere la consulenza del direttore della struttura rivierasca Vitaliano Daolio, esperta guida di pesca professionale. Daolio, dopo un accurato esame non ha praticamente avito alcuna esitazione nel «battezzare» il pesce. Quello in questione, con estrema probabilità, è un piranha della varietà Piranha Pygocentrus Nattereri, conosciuto comunemente come Piranha (Piraña) rosso, con gli esemplari adulti che raggiungono anche dimensioni di 30 centimetri. Si tratta di un pesce d’acqua dolce appartenente alla famiglia Characidae, ben diffuso in Sudamerica, nei bacini del Rio delle Amazzoni, dei fiumi Paraguay e Paraná bacino fluviale e del fiume Essequibo. E’ inoltre particolarmente diffuso anche nella zona paludosa del Pantanal, in Mato Grosso. Mato Grosso, appunto, e Paranà: ma qui siamo sul Po, nel cuore della Valle Padana.
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Certamente chi si è disfatto dell' innocente pesciolino è un acquariofilo che non poteva più tenerlo nel suo acquario.
Inoltre, a fronte di una trentina di centimetri al massimo che può misurare il piranha nel suo habitat naturale, direi che nel Po l' esemplare pescato si era adattato abbastanza bene, segno che se si dovesse rilasciare in quel fiume una bella coppietta molto prolifica, tra un po' sarebbero tempi molto duri anche per gli stramaledetti siluri.
Non si può fare altro che una considerazione: dove andremo a finire con questi imbecilli?
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* Testo e foto del pescatore sono tratti da "La Gazzetta di Parma".
* Il commento è di Franco Stanzione.
* Le notizie sui piranha e le altre foto sono tratte dal web.

venerdì 21 agosto 2009

21 agosto 2009 - Reportino dall' Ofanto

Questa mattina, causa lo stress degli ultimi giorni, non avevo molta voglia di macinare 160 km. di strada, tra andata e ritorno, per andare al Locone.
Sono rimasto nel raggio di 35 km. da Molfetta ... destinazione quindi l' Ofanto, al mio solito posto.
Alle ore 6,00 ero già in pesca.
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Alle ore 6,30 abbocca quella che credevo sarebbe stata la prima carpa di una lunga serie nella giornata.
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In effetti è stata solo la prima ed unica, perchè poi fino alle 9,00 non ho sentito più nulla; strano, è la prima volta della stagione che vado ad incappare in una giornata del genere.
Non sono superstizioso ... ma sarà stato mica il costante pensiero su di me, che un turpe e viscido essere di mia conoscenza ha sempre nel suo cervellino da "Puffo giulivo"?
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Poi verso le 9,30 un inaspettato carassio, ma intanto mi sono anche annoiato un po' ... io non sono molto portato per le pesche di attesa, per cui ho deciso di smontare tutto e andare a casa..
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Intanto dovrò aspettare un' altra settimana per andare a pescare, a causa del turno della farmacia, ma intanto quasi sicuramente venerdì prossimo andrò a spinning sulla parte alta dell' Ofanto, tra Campania e Basilicata ... almeno ci spero ...
Comunque c' è sempre da dire che intanto "cappotto" non ho fatto e che, a fronte dei pochi fatti di oggi, ci sono comunque poche quanto nulle teorie ... o no?
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* Testo e foto di Franco Stanzione.