- - - - - L'invidia del cretino per l'uomo brillante trova sempre qualche consolazione nell'idea che l'uomo brillante farà una brutta fine. (Max Beerbohm, 1911)

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Franco Stanzione

Se vuoi conoscere la mia opinione sulla pesca, leggi la

- - - - - - - - - - - - - - -- - - - - - - - - INTERVISTA CON L' ASSASSINO

- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - a cura di Elisabetta Pansini


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domenica 19 giugno 2016

19 giugno 2016 - Mattinata di pesca ... "pazzesca"

Quella di oggi non è stata una mattinata di pesca "pazzesca" perchè si è pescato molto (in realtà non si è pescato un "ca ..."), però ciò che ho fatto è stato da pazzi, cosa che non facevo da molti anni.
Ovvero, dalle ore 4.30 alle ore 9.30, sono stato a pescare prima a Giovinazzo, poi a Molfetta, di nuovo a Giovinazzo, da qui a Barletta, per ritornare quindi a Molfetta. Come?
Ore 4.30 - Vado a Giovinazzo in località "Trincea" per tentare qualcosa a spinning. Appena fuori dall'auto e montata la canna, è iniziato a lampeggiare e, causa l'aria carica di elettricità, ho sentito leggere scosse elettriche nella mia canna al carbonio. 
La prudenza mi ha consigliato di smontare tutto e rientrare in auto, anche perchè è sopraggiunto un acquazzone; ritorno a Molfetta.


Pioggia a dirotto anche a Molfetta ... aspetto in auto che spiova.
Ore 5.30 - Porto di Molfetta. Appena spiovuto esco dall'auto, ma ricomincia a piovere ... la voglia di pescare è tanta e, una volta innescato il processo, questo non è più interrompibile. 
Pertanto indosso una "incerata" di fortuna e mi dirigo verso il faro.
 

Dopo essermi comunque bagnato ben bene braccia e gambe senza alcun risultato, raggiungo la macchina e, avendo visto una "schiarita" verso Giovinazzo, ci ritorno.
Ore 6.30 - Giovinazzo, località "Trincea". Qui non piove ma, nemmeno il tempo di accorgermene, dopo qualche lancio inizia nuovamente ad infuriare un temporale con tuoni e fulmini.


Ritorno a Molfetta, ma qui non c'è speranza. Le strada sono fiumi e, poichè non vi si possono pescare nemmeno le trote, mi dirigo verso Barletta.


Ore 7.30 - Barletta, località ex Cartiera. Pioviggina appena; aspetto in macchina tempi migliori e, quando vedo che sul parabrezza non vi sono più gocce d'acqua, esco per montare la canna ...


... e, guardando per terra, mi rendo conto che quello è un posto dove pesci "ne prendono" in quantità ... ma di altro genere, non con le pinne.


Tento qualche lancio, ma niente da fare; intanto ricomincia a piovere e decido di smettere definitivamente. Ritorno a Molfetta.
Giunto sotto casa, vedo che il tempo è migliorato. Desisto dal ritirarmi e vado sul porto.
Ore 8.30 - Porto di Molfetta. Finalmente si può pescare in pace perchè non piove più; purtroppo lancio e rilancio, ma c'è un'atmosfera che in maniera palpabile mi dice che pesce non ce n'è in giro.


Ore 9.30 - Scrivania del mio studio ... sto scrivendo questo report, di quasi cinque ore che dovevano essere di pesca ma sono state effettivamente di follia, perchè mi rendo conto che, a sessant'anni suonati, ciò che ho fatto stamattina (cento chilometri, tra le varie andate e ritorno ... a vuoto) è solo da pazzi.

* Testo e foto a cura di Franco Stanzione.

sabato 18 giugno 2016

18 giugno 2016 - S.P.Q.M. ovvero Sono Porci Questi Molfettesi

Nonostante il titolo, questo è comunque un report di pesca.
Questa mattina alle ore 4.45 ero già sul Porto di Molfetta per tentare qualche "serra" a spinning.
Ho provato all'interno del porto ... niente.


Ho provato all'esterno del porto ... niente.


Sono andato quindi al "Pennello", a cefali ... ma niente nemmeno lì.
In compenso (si fa per dire) ho "goduto" ancora una volta della inciviltà dei miei concittadini che la sera bivaccano sul molo, mangiano e bevono, lasciando i loro rifiuti sul muretto.


Mi chiedo con quale animo si possa compiere gesti del genere ... si va in riva al mare per godere del tramonto, della brezza marina, di tutta un'atmosfera, e si deturpa quello stesso ambiente in questa maniera?
Nello scudo rosso dello stemma di Molfetta giustamente vi è una fascia bianca trasversale con la scritta S.P.Q.M. che sta a significare Senatus Populus Que Melphictensis ... almeno così si dice ...
No ... il vero significato è: Sono Porci Questi Molfettesi.


Andando a casa, verso le ore 8.30, mi è venuta l'idea di ritentare qualche lancio a spinning all'interno del porto. Risultato: un bel "serra"
 

Alle ore 9.00 ero già a casa.

* Testo e foto a cura di Franco Stanzione.

martedì 14 giugno 2016

14 giugno 2016 - Pomeriggio dolce e salato ... con serra

Questo pomeriggio ho deciso di andare a fare quattro lanci a spinning sul Locone ... a caccia di persici. Arrivo sul lago alle ore 17.30 circa.


Purtroppo c'era un vento fortissimo che disturbava molto l'azione di pesca, per cui dopo circa un'ora e mezza sono andato via.


Ritornato a Molfetta mi è venuta una "insana" idea: perchè non andare sul porto a fare quattro lanci? Nella mia vita non ho mai pescato a spinning nel porto di Molfetta, ma stasera avevo il presentimento che qualcosa l'avrei pescata.


Manco a farlo apposta, dopo tre o quattro lanci è arrivato un pesce serra ...


... seguito poco dopo da un altro più grosso, e da un altro ancora che si è slamato nel recupero.

 
Insomma, nel giro di poche ore son passato dalla pesca in acqua dolce a quella in acque salate e, come prima volta che vi ho pescato a spinning, non posso lamentarmi.
Evidentemente stasera è iniziato un nuovo capitolo della mia vita di pescatore: lo spinning in mare. 


* Testo e foto a cura di Franco Stanzione.

domenica 12 giugno 2016

12 giugno 2016 - Cefali e gatti a Margherita di Savoia

Era da molto tempo che (a parte i quattro giorni della settimana scorsa in Val d'Agri) non mi facevo una tre giorni di fila a pesca; questo week end li ho fatti e, dopo due giorni di pesca a cefali a Molfetta, oggi sono andato sul porto canale di Margherita di Savoia.


Arrivo alle ore 5.30 ... non c'era fortunatamente nessuno ed ho parcheggiato la mia auto proprio dietro la postazione di pesca, esattamente come piace a me ... 


Oddio ... proprio solo non ero, perchè ben presto mi hanno riconosciuto i gatti del porto ai quali, altre volte, ho lasciato tutto il pescato.


Un po' alla volta hanno iniziato la manovra di avvicinamento alla mia postazione.


Purtroppo a Margherita di Savoia i cefali ci sono, ma di piccole dimensioni.


Mentre pescavo, i gatti si avvicinavano sempre più al secchio in cui metto i pesci catturati, nella speranza che potessero avventarsi sui cefali eventualmente saltati fuori, cosa che è successa molte volte.


Cefalotti molto piccoli, a volte, li ho lanciati direttamente tra le fauci dei felini ... affamatissimi.


Insomma la mattinata è trascorsa tra mettere pesci nel secchio e darli direttamente da mangiare ai gatti.


A fine pesca, nel secchio non è andata a finire nemmeno la metà dei pesci catturati.


* Testo e foto a cura di Franco Stanzione.

sabato 11 giugno 2016

11 giugno 2016 - Ancora cefali al "Pennello" di Molfetta

La pesca del cefalo, per chi la pratica, diventa una malattia. Io l'ho fatta per anni ed anni, prima di dedicarmi alle acque interne, e devo dire che è davvero una pesca difficile ed emozionante, che se si sa fare bene, ti entra dentro e non ti lascia più.
Infatti, dopo tanti anni di pesca quasi esclusivamente in acque dolci, è bastata la pescata di ieri per farmi riaffiorare quel non so che ... che stamattina mi ha indotto a ritornare a pescare al "Pennello" di Molfetta.


Purtroppo le belle pescate (di cento ed anche centocinquanta cefali per volta) di un temp, sono ormai solo uno sbiadito ricordo. Oggi bisogna accontentarsi di "ciò che passa il convento" e capita spesso di non "sentire" nemmeno una toccata di cefalo. 
Oggi non è stata proprio una di quelle volte, ma ci sono andato vicino. La fragile esca di pane era letteralmente assalita dal pesciame tipo occhiate di misura "small" ...


... "cornaletti" (latterini in italiano) a milioni ...


... e cefaletti piccolissimi ...


... che aggredivano in massa i pezzi di pane che cadevano a volte in acqua.


Giusto per "scappottare" ... qualche cefalo s'è presentato ...


... in tutto quattro.


Una giornata di pesca inutile, ma non tanto per la scarsità del pescato, quanto per il numero di gente che si è presentata al "Pennello" ... invadente e di una loquacità spaventosa, tutti elementi da cui rifuggo come la peste, quando vado a pescare.
La ciliegina sulla torta: il solito maledetto sub che deve venirti fin sotto i piedi, fregandosene di chi sta lì a pescare da ore ... tanto a lui tutto è dovuto; cose che succedono in questa città, ormai abitata più da "zulù" che da "cristiani".



* Testo e foto a cura di Franco Stanzione.

venerdì 10 giugno 2016

10 giugno 2016 - Cefali e salpe nel porto di Molfetta

Questa mattina la meta sarebbe stata il lago Iliade, dal quale manco da molti mesi, ma a causa delle piogge torrenziali di ieri pomeriggio, le sponde oggi sarebbero state tutte invase dall'acqua, per cui ho optato per una pescata vicino casa, anzi proprio a casa: una "cefalata" nel porto di Molfetta.


Decido quindi di andare sul classico: il molo "Pennello" ... e, purtroppo, lo schifo che è diventata la mia città da qualche anno, lo ho riscontrato anche in mare, oltre che a terra, nel senso che così come a terra dilaga l'illegalità, anche in acqua le leggi sono solo un "optional".
Infatti la zona di mare tra il ristorante "Marechiaro" ed il "Pennello" era piena di reti a pochi metri da riva. In altri tempi, quando ero più fiducioso nelle istituzioni, avrei denunziato subito la cosa alla Capitaneria, ma dopo che questa, in passato, mi ha risposto in casi analoghi che io non ho la esatta dimensione delle distanze in mare, non vado più a farmi anche sbeffeggiare da quella gente.



Parliamo di pesca, che è meglio ...
Dopo qualche toccatina di minutaglia ...


... sono iniziate, timidamente e a molta distanza una dall'altra ... le prime mangiate un po' più qualificate: cefali e salpe.


Verso mezzogiorno ho fatto appena in tempo a smontare tutto e andare alla macchina, che è iniziato a piovere; comunque, anche se non notevole, la pescata di questa mattina mi ha soddisfatto, soprattutto per la combattività dei cefali, che nulla ha a che vedere con quella dei pesci d'acqua dolce.


* Testo e foto a cura di Franco Stanzione.