- - - - - L'invidia del cretino per l'uomo brillante trova sempre qualche consolazione nell'idea che l'uomo brillante farà una brutta fine. (Max Beerbohm, 1911)

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Franco Stanzione

Se vuoi conoscere la mia opinione sulla pesca, leggi la

- - - - - - - - - - - - - - -- - - - - - - - - INTERVISTA CON L' ASSASSINO

- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - a cura di Elisabetta Pansini


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domenica 8 settembre 2013

8 settembre 2013 - Fiume Ofanto e fiumara di Atella a spinning

Era da circa un paio di anni che non andavo a pescare a spinning sull'Ofanto in località Rocchetta S. Antonio; è questo, in genere per me, un itinerario di fine estate; alla fine degli anni settanta era famoso per la grande quantità di pesce che regalava a chi lo affrontava a spinning.


Stamattina il fiume mi è apparso però con un regime idrico un po' superiore al periodo e con acqua molto velata. Infatti non sono riuscito a pescare più di due cavedani, in posti nei quali ho sempre catturato in maniera soddisfacente.


Mi sono perciò spostato a monte di una ventina di chilometri, al ponte sulla strada per Monteverde ...

 

... dove le catture (tutte di un'unica taglia) non sono mancate.


Non frequentavo da molto queste zone e mi è venuta voglia di risalire ancora l'Ofanto fino alla confluenza con la fiumara di Atella.
Nell'Ofanto ho preso subito un cavedano ...


... poi ho iniziato a risalire la fiumara di Atella.


 ... e qui le catture non sono mancate.


Sono giunto fin sotto il ponte della statale Ofantina, ma non ho proseguito perchè era ormai mezzogiorno; non sono riuscito però a dare una spiegazione alla presenza di una tuta da lavoro sospesa sul corso d'acqua, sotto il ponte, mantenuta con una corda che andava da una riva all'altra ... la cosa, non so perchè, mi è sembrata però piuttosto inquietante, quasi un avvertimento a non proseguire.


* Testo e foto a cura di Franco Stanzione.

venerdì 6 settembre 2013

6 settembre 2013 - Spinning sul fiume Sinni

La meta prevista questa mattina per una pescata a spinning avrebbe dovuto essere il fiume Basento che, ad una prima occhiata sotto la stazione ferroviaria di Ferrandina, si è subito mostrato in piena e con acque grigiastre, praticamente impescabili ... eppure non ha piovuto in questi giorni ...


La voglia di pescare era però tanta e, siccome sono pazzo, ai 100 chilometri fatti fino a lì, ne ho aggiunti altri 90 per andare sul fiume Sinni, dove ero sicuro che l'acqua sarebbe stata limpida.


Molti cavedanelli (quelli fotografati sono solo alcuni) ma nessuno di taglia superiore; per me l'importante è comunque sapere che nel fiume c'è vita ... che si peschi o no, sono già appagato dal godere, in piena solitudine, di una natura bellissima e selvaggia.


 Anche una scardoletta ha abboccato al cucchiaino.


Al di là del pescato quindi, il Sinni è veramente strapieno di avannotti che sono dappertutto, anche tra i piedi del pescatore quando questi è in acqua con gli stivali.


Il Sinni è bellissimo e andrebbe più valorizzato, ma purtroppo in Basilicata (devo dirlo) c'è scarsa attenzione da parte delle autorità verso le bellezze naturali, che sono il vero tesoro di quella regione.


Dimenticavo di dire che il tratto in cui ho pescato è quello tra Valsinni ...


... e Colobraro, il famoso paese che i lucani hanno paura di nominare.


 * Testo e foto a cura di Franco Stanzione.

sabato 31 agosto 2013

31 agosto 2013 - Ultime trote dell'anno sul torrente Sciaura

La pesca alla trota in Basilicata chiude domani 1 settembre, ma siccome la domenica a pranzo voglio stare con la famiglia, concludo oggi la mia stagione di pesca.
Poichè in questo periodo le trote non mangiano molto presto, mi reco nuovamente sul torrente Sciaura sotto Grumento Nova (il mio posto preferito) alle ore 8,30.


Prima di pescare faccio una abbondante colazione con le more presenti lungo l'argine del torrente.


Inizio quindi a pescare alla solita briglia ...


... e ben presto abbocca una trota.


Dopo un po', sempre nello stesso posto, altre due.


Cambio zona ...


... e abbocca un'altra trota.


Risalgo il torrente ...


... ed è tutto un susseguirsi di catture; sono capitato nel momento in cui la trota è in caccia.


Mi viene spontaneo fare una riflessione. Molte trote, appena estratte dall'acqua, sono già sanguinanti; vorrei chiedere ai talebani sostenitori del "catch and release" ad ogni costo a che servirebbe rimettere in acqua un pesce destinato a morire di lì a poco. Tanto vale cestinarlo e mangiarlo, perchè se la trota sanguina, il destino per lei è segnato.
Al di là di ciò, chiudo la mattinata con ben dieci trote nel cestino, che mi ripagano ampiamente delle ultime pescate di questa stagione alquanto avara di catture, con l'eccezione di ieri che ne ho prese sei.


La pesca alla trota in Basilicata per me si è chiusa oggi. Appuntamento quindi alla riapertura nella prima domenica di febbraio 2014.
Prima di lasciare il torrente, la terra di Lucania mi saluta offrendomi una bella immagine "bucolica": un gregge che si riposa all'ombra del bosco, in riva al corso d'acqua.


Ritorno alla locanda di Santo Martino all'ora di pranzo, parcheggiando la mia Megane (ormai vecchia di 300.000 chilometri) al solito posto, ma per l'ultima volta, dal momento che tra dieci giorni dovrò rottamarla perchè ho comprato una nuova auto.


* Testo e foto a cura di Franco Stanzione.