- - - - - L'invidia del cretino per l'uomo brillante trova sempre qualche consolazione nell'idea che l'uomo brillante farà una brutta fine. (Max Beerbohm, 1911)

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Chi leggerà del mio modo di intendere la Pesca, di come la pratico o anche delle mie "follie", se condividerà ed avrà il piacere di ritornare a farmi visita mi onorerà; chi non condividerà ed avrà obiezioni nel merito e deciderà di non rivedere mai più il mio blog ... mi farà un piacere.

Franco Stanzione

Se vuoi conoscere la mia opinione sulla pesca, leggi la

- - - - - - - - - - - - - - -- - - - - - - - - INTERVISTA CON L' ASSASSINO

- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - a cura di Elisabetta Pansini


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domenica 14 luglio 2013

14 luglio 2013 - Persici a spinning sul Locone

Dopo aver pescato in un posto come il lago Iliade (vedi report del 12 luglio 2013) tutti gli altri appaiono meno interessanti, ma non per questo da trascurare.
Stamattina alle ore 5.15 giungo al lago Locone che è ancora poco pescabile per la gran massa d'acqua che ancora contiene, per cui le postazioni di pesca sono disagevoli o sommerse.
Ciò non basta però a tenere lontano il peggior male dei nostri corsi d'acqua, insieme ai siluri, ai cormorani e alle alghe tossiche: i rumeni. 
Oggi il Locone era letteralmente infestato da un branco davvero numeroso (ne ho contati almeno una trentina).

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Avevo al seguito l'attrezzatura da legering, ma la sola idea di pescare fianco a fianco con quegli "elementi" mi procurava angoscia, per cui decido di fare una pesca più itinerante, in modo da evitarne il contatto ravvicinato: lo spinning.
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Un persico abbocca al primo lancio ...
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... seguito da molti altri.
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Insomma fino alle ore 7.00 è stato tutto un susseguirsi di abboccate ... poi stop all'improvviso per oltre un'ora, motivo per il quale decido di cambiare versante del lago.
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Dalla sponda di Minervino Murge ho pescato venti persici in un'ora e mezza.
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Mi sposto alla foce in lago del torrente Locone ...
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... e anche qui in mezz'ora circa faccio nove catture
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... che vanno ad aggiungersi alle altre che avevo in macchina.
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Non erano nemmeno le 10.00 che all'improvviso si leva un vento fortissimo e gelido, precursore di un temporale con fulmini ed una pioggia incessante che mi ha accompagnato per gli ottanta chilometri "macinati" per ritornare a casa ...
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Quest'anno il mal tempo ha rotto veramente quelli che si chiamano ... (come si chiamano?) ...
Intanto giunto a casa verso le ore 11.00 non mi è rimasto che ammirare i miei ventinove persici che faranno la gioia di un mio ex vicino di casa che sa apprezzare il pesce che ogni tanto gli regalo.
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Mi spiace per i sostenitori del C&R, ma come si fa a rilasciare il pesce quando è mangiabile?

* Testo e foto a cura di Franco Stanzione.

venerdì 12 luglio 2013

12 luglio 2013 - Le carpe del lago Iliade a Greci (AV)

Fu prima di Natale 2012 che, gironzolando per Google Maps, avvistai qualcosa che pareva di origine lacustre nei pressi di Greci, in provincia di Avellino, al confine con la regione Puglia.
Dopo diverse ricerche approdai al profilo facebook del lago Iliade che è praticamente un laghetto a tre km dal centro di Greci, raggiungibile percorrendo l'interpoderale Difesa Bove. Il Lago è situato ad un'altitudine di 823 m.s.l.m ed è immerso in 22 ettari di area boschiva.
Le acque sorgive alimentano lo specchio d'acqua che, immerso nel silenzio della natura, ha una profondità che varia tra i 12 e i 18 metri, ed ha un elevato ricambio idrico che stimola la riproduzione e lo sviluppo naturale della fauna ittica.
Dico sinceramente che solo a vedere le foto mi venne un desiderio incredibile di pescarci.


Per tutta una serie di circostanze non mi è stato possibile farlo prima di oggi.
Quindi stamattina, dopo aver percorso 145 km giungo finalmente al lago Iliade.


L'impatto iniziale è stato shockante: dopo aver percorso una strada tutta in salita e non tanto "facile", mi si è presentato davanti agli occhi il Paradiso.
Questo lago è sicuramente il posto più bello in cui ho pescato in vita mia e mai avrei pensato che nel nostro sud ci fosse una perla del genere.


Tecnica odierna ... ancora una volta il legering.


Ben presto la prima abboccata: una carpa sui 4 kg.


Essendo un lago naturale, anche se privato e gestito sotto forma di associazione ricreativa per cui occorre essere tesserati per pescarci, non è affatto un carpodromo o una di quelle vasche da bagno in cui si fanno mattanze di carpe. I pesci ci sono e tanti (oltre alle carpe il lago è popolato fittamente da persici trota che si vedono numerosi a pelo d'acqua).
Non solo, ma la mangiata è piuttosto diffidente; la reazione alla allamata non è violenta, ma il pesce tira con forza tendenzialmente puntando verso la superficie anzichè verso il fondo (questo ho notato io ... gli altri non so, e non me ne frega niente).
Ad ogni buon conto è un lago che non delude chi sa pescare. 
Dovendo rilasciare al momento ogni cattura, le ho fotografate tutte.


Tra una carpa e l'altra anche un carassio.


Ancora carpe.


Essendo vietato il bigattino, ho pescato con del mais aromatizzato di cui ho una scorta acquistata ben dodici anni addietro su internet, nel 2001 ... e pagata ancora in lire.



Mi pare che non sia andata male, per essere la prima volta. Conto di ritornare tra una settimana al lago Iliade, ma la prossima volta tenterò  di beccare a spinning qualche persico trota ... vedremo ...
Sulla via del ritorno ho avuto intanto modo di vedere cosa rimane del torrente Cervaro.


* Testo e foto a cura di Franco Stanzione.

lunedì 8 luglio 2013

Il mio nuovo Blog: "Val d'Agri mon amour"

Quasi come una appendice del Blog "Una vita per la pesca", ne ho realizzato un altro per rendere omaggio ad una parte della mia adorata Basilicata, a me particolarmente cara per via della pesca alle trote ... e non solo: la Val d'Agri.

(cliccare sul banner per accedere al blog)

* Testo e foto a cura di Franco Stanzione.

sabato 6 luglio 2013

5 luglio 2013 - Legering sul porto di Molfetta ... ultimo atto

Spesso mi domandano come mai, con il mare sotto casa, preferisco andare quasi sempre a pescare nelle acque interne; la risposta la può dare quanto mi è successo oggi, giacchè, una volta tanto, ho deciso di andare a pescare a legering sul molo "Pennello" del porto di Molfetta.



Arrivo alle ore 18.00 ed inizio a pescare dopo una ventina di minuti perchè dovevo armare quattro canne e non avevo le montature già pronte.


Poco dopo, un becero gruppo di quattro ragazzacci, molto cafoni, noncuranti del fatto che c'ero io a pescare, hanno iniziato a tuffarsi in mare, accanto a me, schizzandomi di acqua in continuazione ... e ovviamente disturbandomi.
Siccome si vedeva lontano un miglio di che razza di genia fossero (tatuati in tutto il corpo e capelli alla mohicana) non mi sono abbassato al loro livello rivolgendogli la minima parola ed ho subito questa situazione dalle ore 18.30 alle 20.00.


Non sono andato via solo perchè non avrei saputo cos'altro fare a casa ed ho continuato a pescare.


Ma a pescare cosa? Ormai il porto di Molfetta non rende più una mazza da anni, per non dire altro; solo due oratelle sono venute ad onorare le mie esche. Ecco perchè se vado a pescare al mare difficilmente vado a Molfetta ...



... anche perchè il porto è frequentato da un sacco di gente incivile e, quando va bene, da imbecilli come questi imbranati della foto, che hanno più volte lanciato su di me le loro lenze con piombature da 100 grammi almeno ... facendo garbugli con le mie.


Ho aspettato fino al tramonto e sono andato via, riproponendomi di non ritornare più a pescare sul porto di Molfetta, visto la "fauna" che lo frequenta.


Preferisco le solitudini del Locone o del Basentello, dove almeno nessuno ti viene a disturbare. Io poi sono fatto così: mentre sto a pescare non voglio avere a che fare con nessuno che non sia un amico o conoscente ... e a Molfetta c'è sempre il cretino che si avvicina e ti chiede cosa hai pescato (la cosa che odio maggiormente) ... e ovviamente anche se ho pescato la risposta non può che essere: "NULLA!"

* Testo e foto a cura d Franco Stanzione.

lunedì 1 luglio 2013

30 giugno 2013 - Ritorno al lago S. Nazario

Decido improvvisamente di andare a fare una pescatina al lago S. Nazario, vicino ad Apricena (FG) ... praticamente a 170 chilometri da casa che ho percorso in appena un'ora e un quarto, compresa la sosta all'autogrill per un bisogno di natura idrica.
Parto quindi alle 12.30 e sono davanti al cancello del lago alle 13.45 in punto.


In attesa dell'arrivo alle 2.30 di Luigi Fiscarelli, mio amico e gestore del lago, mi affaccio sul canale antistante e mi godo uno spettacolo eccezionale: una tartaruga acquatica e tantissime tilapie.


Non pescavo al S. Nazario da oltre un anno e, conoscendone la pescosità e la facilità con cui abboccano i pesci, ho iniziato a pescare in maniera alquando poco raffinata, direi quasi rozza.


Mi sono subito reso conto che, rispetto a quando il lago ha iniziato ad essere aperto ai pescatori, molto è cambiato ... innanzi tutto le tantissime tilapie sono diminuite parecchio, perchè volutamente prelevate con la pesca e trasferite altrove. A queste si sono sostituite tantissime spigolette.


Ciò che però è cambiato maggiormente è il modo di pescare, soprattutto i cefali, che sono diventati furbissimi.


La prossima volta ci ritornerò attrezzato più adeguatamente rispetto alle prime volte perchè, a quanto pare, ora anche i pesci vanno a scuola.

* Testo e foto a cura di Franco Stanzione.